I gol più belli di questa Serie A

Una selezione di reti delle prime 14 giornate di Serie A

Dopo un’insolita partenza datata 19 settembre per la Serie A “moderna”, a causa dell’emergenza sanitaria, e la chiusura tardiva della scorsa stagione, la massima serie del calcio italiano si avvicina al giro di boa, non prima di riprendere dopo la sosta nataliza. Una sosta particolare, anch’essa condizionata dai ritardi causati dalla pandemia globale e una calendarizzazione che ha concentrato e concentrerà tra dicembre e gennaio addirittura 11 turni di campionato.

Una novità che mette a dura prova il lavoro dei preparatori atletici e ovviamente dei calciatori.

Questa mini sosta diventa però una buona occasione per fare un riepilogo di questo spezzone di Serie A e rivedere i gol più belli che hanno caratterizzato queste prime 14 giornate.

In altrettanti turni di campionato, a proposito di reti segnate, ne sono state siglate 436 in 138 partite (una media di 3.16 gol a partita, insomma, non male dal punto di vista dello spettacolo). A guidare la classifica capocannonieri in vetta c’è Cristiano Ronaldo con 12 gol, mentre la partita che più di tutte ha gonfiato il pallottoniere, nonchè vittoria più larga fino a questo punto è Napoli – Genoa del 27 settembre finita col risultato di 6 a 0 in favore dei partenopei, match che passerà alla storia anche per i 14 giocatori rossoblu risultati potivi al Covid-19.

Ma parliamo di calcio, anzi di gol.

Ecco la selezione dei gol più belli della Serie A 2020-2021 in queste prima 14 giornate.

Djuricic mostra tutto il meglio del repertorio

Qui Djuricic fa un gol di quelli che “andrebbero mostrati in tutte le scuole calcio”. Peccato che gran parte delle strutture giovanili italiane non siano mai state dotate di un’aula e della strumentazione per indottrinare i giovani aspiranti calciatori con video e tattica (per fortuna). Consigliamo però uno sguardo al video nello spogliatoio, grazie ad uno smarphone.


Verre disegna arcobaleni*

Valerio Verre è uno di quei giocatori che alla domanda “Ti ricordi che anno ha debuttato?”, ti fa subito inciampare nell’effetto Mandela. Il ragazzo scuola Roma è tra i professionisti dal 2012 e, anche se ha già vissuto diversi periodi in cui sembrava in fase decadente per la sua carriera, il centrocampista ha dalla sua il fattore età, 26 anni, elemento che gli permette di allontanare l’idea di una parabola discendente (la Samp sembra essere il suo ambiente e dimensione ideale) ma di disegnare arcobaleni come quello contro la Fiorentina al Franchi.

*In questo gol va dato anche merito al piede di Audero.


Kulusevski senza sudare

A settembre, tra le varie domande sulla Seria 2020-2021 alle quali abbiamo risposto con una barbershop conversation, ce ne era una in cui ci si chiedeva quanto tempo avrebbe impiegato Dejan Kulusevski per prendersi la Juventus: esattamente 13 minuti, un margine di tempo in cui forse lo svedese non aveva versato nemmeno una goccia di sudare. Peccato poi per il rendimento altalenante, dettagli che non sminuiscono la bellezza del suo mancino contro la Sampdoria.


Chiriches chi?

È l’incertezza che affascina. La nebbia rende le cose meravigliose.

Oscar Wilde

Per intuire quanto il difensore del Sassuolo abbia calciato bene, basta soffermarsi sugli “Uuuhhh” che provengono da bordocampo qualche istante prima che la palla entri nello specchio della porta, e all’incrocio per giunta. Sembra che con De Zerbi l’ex Napoli abbia ritrovato la gamba e i principi degni di un buon calciatore quale è Chiriches, anche se le fragilità muscolari non hanno atteso più di tanto nemmeno questa stagione prima di affliggere il percorso del ragazzo nato a Bacău.  Il gol resterà probabilmente tra i più belli della Serie A 2020-2021.


Mio fratello è figlio unico

Benevento – Napoli del girone di andata di questa Serie A è stata consegnata agli annali come quella rara, quasi unica, occasione in cui due fratelli avversari sono andati a segno nella stessa partita. Ad iniziare le danze fu Roberto, l’Insigne meno famoso e che lotta per salvare la sua squadra, a differenza del fratello capitano del Napoli, Lorenzo. Una favola stava per compiersi dato che il gol di Roberto portò in vantaggio il Benevento, forse proprio per questo, l’arcigno destino della vita ha dipinto il più bastardo degli scenari posibili: gol del pareggio di Lorenzo che avvia la rimonta finale (gol al 60′ di Lorenzo, mentre Roberto aveva segnato al 30′, quasi a voler doppiare il frattello. Supremazia scriverebbero in un tweet quelli di Opta).


Gervinho con L1 + R1 + cerchio

In un Parma che è ancora tutto un cantiere in cui il direttore dei lavori è un ottimo Liverani, una delle certezze che il nuovo tecnico ha ereditato dalle passate gestioni è l’integrità fisica e tecnica di Gervinho. Uno di quelli che nella vita ha vissuto tante altalene sportive, tante contraddizioni e tante resurrezioni. Una certezza, come il Parma che segna a San Siro. Qui l’attaccante ivoriano fa sembrare semplice una cosa che non lo è nemmeno alla playstation, addirittura contro Handanovic, mica l’ultimo arrivato.


Per Malinovskiy il meglio deve ancora venire

Uno dei prossimi acquisti multimiliardari del Manchester City che potremmo dire di aver coccolato e cresciuto in Serie A: Ruslan Malinovskiy. La bellissima punizione ha una valenza doppia perchè fatta subito dopo il ritorno in campo dallo stop forzato dovuto al coronavirus. La definizione di talento cristallino non è inflazionata o inopportuna per questo giocatore, la provenienza ucraina poi (e la somiglianza estetica con Arshavin), ne amplificano il fascino.


Pavoletti (non) usa la testa

A proposito di gol al ritorno dopo uno stop, come non empatizzare con Leonardo Pavoletti. Il suo gol di fine novembre contro lo Spezia è molto apprezzabile, soprattutto perchè realizzato da un attaccante che alla fine della stagione 2018-2019 vantava di essere il secondo marcatore per gol di testa nei 5 top campionati europei con 11 gol che valsero la salvezza al Cagliari (secondo solo a Ronaldo tra l’altro, a 12).


Mkhitaryan è più potente o intelligente?

In questo gol che potrebbe essere etichettato come “tutto potenza e tecnica”, vi invitiamo al loop per soffermarvi meglio su Mkhitaryan dal momento in cui Spinazzola inizia ad avanzare sulla fascia sinistra. Guardate con attenzione i suoi movimenti: prima va pianissimo e si accentra per suggerire una ulteriore opzione di passaggio al compagno o essere pronto ad una eventuale copertura, poi un’improvvisa accelerazione come se avesse già visualizzato quale sarà lo svolgimento dell’azione e dove finirà la palla. Un movimento che gli permette di battere sul tempo almeno 3 giocatori del Parma. Anche questo merita una visione globale nelle scuole calcio.


L’ultimo dei giganti

Chi scrive potrebbe dire tante cose su questo gol e su Ibrahimovic, ma decide di sfruttare l’occasione per il suo personale e più grande mea culpa. Quando Ibra tornò in Italia a gennaio 2019, ho sempre sostenuto che si trattasse dell’ennesima scelta sciagurata della dirigenza del Milan di quel mini ciclo.

Se anche tu l’hai pensato, ripulisciti l’anima condividendo l’articolo, se non l’hai pensato, vantatene in giro per il web condividendo l’articolo.

Cover Photo Credit: © imagephotoagency.it

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