Essere calciatrice di Futsal in Italia: Alessia Catrambone

Alessia Catrambone, soprannominata Re Leone, è una delle migliori giocatrici di futsal della storia italiana

Classe ’88 di Crotone, pivot della Coppa D’Oro di Cerveteri e miglior marcatrice della storia della Serie A Elite con più di 216 reti.

A seguito di un grave infortunio al crociato ha deciso di ripartire dalla Serie A2 anche per rimettersi totalmente in gioco e ripartire dal lavoro, dopo un anno intenso e travagliato.
In un anno ha segnato 51 gol e li ha segnati in tutti i modi possibili: destro, sinistro, testa, tacco, gol di tecnica e gol di astuzia. Insomma, una giocatrice totale, e la completezza e è senza dubbio la cornice perfetta per definirla come atleta.

E avere la possibilità di parlare con un atleta di questo calibro è sempre interessante, anche se magari per il grande pubblico non è un nome arcinoto, ma lo è ancor di più se l’atleta in questione ha una storia e una carriera così irripetibili.

Inoltre sono iniziati i playoff per la promozione in Serie A e la Coppa D’Oro è presente.

Giacomo Manini: Ciao Alessia, vorrei incominciare da una tua dichiarazione che ho letto: “In A2 riesco ad apprezzare ancor di più i valori che mi hanno spinta a fare di questo sport la mia vita: discrezione, umiltà e dedizione!”. Per questo una ragazza decide di fare del calcio a 5 la sua vita? Ma soprattutto, quando lo decide sa più o meno a cosa andrà incontro in quanto a preparazioni fisiche, difficoltà economiche, a problemi di infrastrutture e alla diffidenza generale?

Ciao….innanzitutto grazie per le belle parole che hai speso nei miei confronti. La passione per questo sport ce l’hai dentro, non decidi quando iniziare o smettere, ti travolge e basta. Tutto il resto diventa il tuo destino, nonostante le difficoltà e la mancanza della tua terra, segui ciò che ti fa sentire più viva. Ho iniziato a giocare da bambina, facevo scuola calcio con i ragazzi e forse è stato un vantaggio perché ero spinta a fare sempre meglio per sopperire alle differenze fisiche con loro.

Tu hai giocato sia al Sud Italia, sia nella capitale. Quali sono le differenze? A livello di strutture e mezzi a che punto siamo in Italia e in cosa senti che dovremmo migliorare?

Sicuramente la Calabria non offre le stesse strutture di Roma, sono difficili da raggiungere ogni domenica. Le squadre devono affrontare spese eccessive, che magari compromettono anche il passaggio di categoria. Molte società si accontentano e altre non intraprendono proprio il percorso di promozione. In generale siamo lontani anni luce dalle altre realtà estere, lì le ragazze iniziano presto scuola calcio, c’è più attenzione anche nell’allenamento e nella preparazione.

Adesso il calcio a 11 femminile sta diventando sempre più popolare, lo segui? Pensi possa fare da traino anche per il calcio a 5? 

Il calcio a 11 è storicamente più avanti del calcio a 5 anche se negli ultimi anni sono molte le ragazze che hanno scelto il Futsal. A piccoli passi riusciamo ad emergere pure noi. Rimane comunque un processo lungo ma sono sicura che le nuove generazioni potranno raggiungere quei traguardi che a noi sono mancati. Anche solo l’istituzione della Nazionale Italiana di Futsal ha dato slancio, sia alle squadre giovanili che in quanto a visibilità per le società che decidono di investire su quest’ultime.

Fabio Caressa direbbe “co’ la suola”

Passando al campo, che è sempre la parte più importante, la cosa che più mi ha impressionato vedendo le tue giocate e i tuoi gol è una padronanza tecnica completa. Dove e come hai imparato? Per strada, al campetto coi ragazzi, grazie a chi ti ha allenato? 

Ho iniziato la scuola calcio con i ragazzi ma giocavo sempre per strada dopo la scuola. Questo è stato il modo migliore per imparare a farcela, sempre! Un mister che porterò sempre nel cuore per capacità tattiche, tecniche ma soprattutto umano è David Calabria.

Per chiudere, come fa a campare una calciatrice di calcio a 5, come si coniugano lavoro e calcio?

Non viviamo di questo sport, tutte hanno una vita parallela. Lo facciamo perché ci piace e basta, che poi è questo il vero senso di tutti gli sport.

In bocca al lupo per i playoff, noi di Crampi Sportivi vi auguriamo il meglio.


PS: La Coppa d’oro Cerveteri è stata eliminata in gara unica per 5 a 1 dalla Fustsal Molfetta ai playoff e proprio la squadra pugliese si è poi aggiudicata la vittoria dei playoff in finale contro l’Audace Verona. Ora il Molfetta affronterà lo spareggio promozione-retrocessione contro il Real Grisignano.

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